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Psicologia: quando ne ho bisogno?

La consapevolezza di dover chiedere aiuto

Psicologia: quando ne ho bisogno?

A volte ci troviamo dentro a delle “tempeste emotive”... emozioni e pensieri si agitano in noi spingendoci a comportarci in modo impulsivo. Tuttavia, passata la tempesta capita di renderci conto di aver peggiorato la situazione. Allora sopraggiunge il pentimento e vorremmo poter tornare indietro per agire diversamente oppure non agire proprio!


la lotta contro ansia e depressione


i disturbi emotivi che possono rendono instabili.


Lo psicologo è una figura molto importante con cui confrontarsi su un determinato problema, attraverso uno spazio dedicato di ascolto e riflessione. Andare dallo psicologo può essere necessario nel caso in cui non si riesce a stabilire relazioni serene con gli altri (ed è qualcosa che accade spesso); quando nonostante l’impegno e la volontà di cambiare, si continua a soffrire, quando si avverte un senso di rabbia, tristezza o apatia, ma non solo. L’incontro con lo psicologo può essere utile anche quando accadono eventi traumatici o stressanti a noi in prima persona o a chi vogliamo bene e ci sta vicino. “A volte”, dichiara la dott.ssa Cipriani, “tornano alla mente cose accadute anni prima e quando ci ripensiamo stiamo ancora male e quei ricordi restano disturbanti anche se siamo soddisfatti di tanti obiettivi di vita raggiunti. In altri casi possiamo sentire una gran confusione, sentirci in “crisi” e non sapere cosa fare, che tipo di strada intraprendere”. Uno psicologo può essere d’aiuto anche per affrontare momenti importanti della vita, “anche se quei momenti non hanno di per sé nulla di doloroso e sono desiderabili per noi come una gravidanza, il parto o un’importante competizione sportiva”.

Molte persone credono che chi va dallo psicologo sia pazzo. Non è assolutamente così. Insieme allo psicologo si esplorano emozioni, si riflette su di sé, si condividono storie e si costruisce un percorso di crescita.


Come ti cambia la psicoterapia?


L’obiettivo della psicoterapia è quello di far raggiungere al paziente il miglior equilibrio emotivo possibile, portandolo ad essere più sereno. “Ciò che si dovrebbe notare”, sottolinea la dottoressa, “è, nel corso di un tempo più o meno lungo, a seconda degli obiettivi e dal grado di malessere sperimentato, un cambiamento nel modo di reagire ad alcune situazioni di vita e relazioni, un miglioramento nella gestione delle emozioni che diventano attraversabili e non più sovrastanti”. È la terapeuta, insieme al paziente, a definire gli obiettivi. Sarà poi il paziente stesso, a conclusione della terapia, a riconoscere se ci sia stato o meno cambiamento positivo.


CHI HA SPOSTATO IL MIO FORMAGGIO? di S. Johnson



Una breve favola per adulti che parla dei cambiamenti e di come sia possibile affrontarli in modo funzionale.


L'avventura di quattro piccoli personaggi che vengono messi alla prova da un grande cambiamento ci fa capire qualcosa di molto importante. La paura ha il potere di paralizzarci, di farci rimanere fermi dove siamo rischiando pian piano di scomparire. Superare la paura ci fa invece sentire liberi, sereni e fiduciosi di poter andare incontro all'inizio di qualcosa di nuovo che, in qualche modo, ci farà crescere come persone.


L'unica costante nell'universo è il cambiamento!


Dr.ssa Elena Tessari

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